3a. Il papa va a Bologna

Tutte le strade portano alla Storia. Da Rimini nell'ottobre 1529 transita la comitiva pontificia proveniente da Roma e diretta a Bologna. Dove Clemente VII deve incontrare l'imperatore Carlo V. È un momento critico.

Sogno imperiale
Finite le prime guerre d'Italia combattute tra 1494 e 1516, Carlo V diventa imperatore nel 1519. Nel 1526 egli attacca il papa che ha aderito alla lega antimperiale di Cognac. Dal 6 maggio 1527 al febbraio 1528 Roma è sconvolta dal drammatico sacco dei lanzichenecchi, mercenari tedeschi di fede luterana.
La pace dell'Europa può passare soltanto attraverso il sogno imperiale riproposto dal gran cancelliere di Carlo V, l'italiano Mercurio Arborio da Gattinara, gran studioso di Dante ma soprattutto attento osservatore dei fenomeni sociali ed economici come quelli del nostro Mezzogiorno (A. Musi). Per realizzare quel sogno occorre accordarsi con il papa che, dopo l'adesione alla lega di Cognac, è stato punito da Carlo V, lasciando che i lanzichenecchi venissero dalla Germania in Italia "per compiere atroci vendette contro la Curia romana e il pontefice" (B. Barbadoro).

Senza pompa
Clemente VII giunge a Rimini quasi in incognito: "in lettiga senza pompa alcuna" annota C. Tonini (1887), che ricorda di aver letto sul tema pagine del diario di Biagio Martinelli da Cesena. In esse si trova che ad andargli incontro alla Cattolica è un suo illustre parente, Niccolò Martinelli di Rimini, accompagnato dalla moglie Camilla de' Parcitadi. Da altra fonte (la "Cronaca" della visita pontificia pubblicata a Bologna da Gaetano Giordani nel 1842), apprendiamo che Biagio Martinelli è un personaggio di rango nella corte romana. Sacerdote, egli funge da arcicerimoniere apostolico con l'incarico di scrittore della cronaca ufficiale pontificia. Un suo ritratto è collocato nella Cappella Sistina.
Il silenzio che circonda l'arrivo del papa a Rimini è più che comprensibile. Nel 1523 la città era stata restituita alla Chiesa che l'aveva perduta nel 1503. Dal 2 ottobre al 24 novembre 1503 Pandolfo "Ultimo" (o Pandolfaccio) era stato di nuovo signore di Rimini, ma sotto il governo veneziano. Il 16 dicembre aveva ceduto la città alla Serenissima. Ne era diventato signore nel 1482, all'età di sette anni, per cui fu posto sotto la tutela di Galeotto Lodovico Malatesti.

Al "Cimiero"
Il figlio di Pandolfaccio, Sigismondo II, è rientrato a Rimini nel 1527, lasciando il governo al padre che l'8 aprile 1528 ha ricevuto l'investitura pontificia che ha scontentato tutti. Il governo malatestiano termina il 17 giugno dello stesso 1528: Rimini si trova allora in una situazione inquieta che sfocia nell'assalto all'archivio ed alla cancelleria della città, posti nel convento di San Francesco.
Clemente VII è ospitato nel palazzo detto "del Cimiero". Come documenta C. Tonini, esso dal 1511 è di proprietà del Comune in base ad un "breve" (atto meno solenne della "bolla", cosiddetta dal sigillo che ne garantiva l'autenticità) di Giulio II. Dal 1568 al 1620 il palazzo ospita il Seminario. Alla fine del 1700 è la residenza dei vescovi, come si legge in F. G. Battaglini (1789). Esso sorgeva davanti a Palazzo Gambalunga, lungo la via che dal Tempio porta a piazza Ferrari. Le bombe lo hanno distrutto, il palazzo Fabbri ne ha eliminato ogni traccia.

A Bologna
Carlo V arriva a Bologna il 4 novembre, dorme nel convento della Certosa. La mattina dopo in San Petronio avviene il loro incontro. La comitiva imperiale, guidata da Alfonso duca di Ferrara, è composta da numerosi principi italiani: Sforza, Gonzaga, Alfonso d'Este, i duchi di Urbino e di Savoia, come leggiamo nella "Cronaca" del 1842. Si decide per una cerimonia da farsi a Roma. In un secondo tempo, alla fine di gennaio 1530, Carlo cambia idea, scegliendo Bologna "per non perdere tanto tempo". Domenica 22 febbraio avviene la prima cerimonia che gli conferisce il titolo di re dei Romani. Il 24 c'è l'unzione del braccio destro di Carlo nella cappella del Palazzo degli Anziani di Bologna, con il papa che poi lo fa re de Longobardi.

Segno d'una crisi
Il silenzio che circonda il passaggio di Clemente VII per Rimini, è anche un simbolo della crisi in cui la città vive dopo la fine della grande stagione umanistica dei Malatesti. Tutte le strade portano alla Storia, si è detto. Quelle di Rimini, che nei due secoli precedenti sono state inserite al centro di un itinerario politico e culturale di primo piano, dal 1528 diventano una silenziosa periferia geografica, come se passassero lontane dietro i suoi colli nascondendo alla vista chi compiva quel cammino.
Mentre Rimini è costretta al silenzio, a Bologna per il convegno della pace fra Carlo V e Clemente VII si leva la voce di un lettore (docente) di greco e latino, Romolo Amaseo che recita un'orazione dedicata ad esaltare la pace che quell'incontro aveva come fine. Carlo V lo premia con 300 ducati in una tazza d'oro. Amaseo, scrive G. M. Anselmi, "parla anche come voce ufficiale dell'istituzione universitaria più antica d'Europa, tradizionalmente mediatrice dello scontro giuridico-politico fra papato ed impero".
Anche Ludovico Ariosto esalta la figura di Carlo V nella terza edizione dell'Orlando Furioso (1532). Andronica, che accompagna Astolfo liberato dall'incantesimo di Alcina, predice l'avvento di una monarchia universale "sotto il più saggio Imperatore, e giusto / che sia stato, o sarà mai dopo Augusto" (XV, ottava XXIV, vv. 7-8).

Soprattutto Firenze
Agli interessi particolari di Firenze è invece legato a doppia mandata papa Clemente VII (1478-1534), al secolo Giulio de' Medici, figlio naturale di tal Fioretta e di Giuliano (ucciso nello stesso 1478 dalla congiura dei Pazzi), fratello di Lorenzo il Magnifico. Figlio di Lorenzo è Giovanni divenuto nel 1513 papa con il nome di Leone X. Proprio Leone X avvia alla carriera ecclesiastica Giulio, nominandolo arcivescovo di Firenze. Clemente VII è eletto nel 1523. Nel 1527 i Medici sono cacciati da Firenze. Essi hanno governato dal 1434 al 1494, quando inizia la Repubblica che termina nel 1512.
Dopo l'intervento francese in Italia del 1528, il 29 giugno 1529 a Barcellona, Carlo V e Clemente VII stipulano un trattato in base al quale il papa s'impegna ad incoronare Carlo in cambio della restaurazione dei Medici a Firenze. Il che avviene il 12 agosto 1530 con Alessandro che governa su Firenze e parte della Toscana, quasi dopo un anno dalla pace di Cambrai (5 agosto 1529) tra Carlo V e Francesco I di Francia, il quale rinuncia a Milano e Napoli. Nel 1532 Alessandro riceve il titolo di duca. A Barcellona Carlo V gli ha concesso in sposa una sua figlia naturale, Margherita d'Austria. Lei resterà vedova nel 1537, un anno dopo le nozze, celebrate quando era quattordicenne, per l’uccisione del marito da parte di Lorenzino di Pierfrancesco de’ Medici, suo compagno in bagordi e festini, per una questione sentimentale. Alessandro s’era invaghito di Caterina Soderini, sorellastra di sua madre, una giovane di meravigliosa bellezza e di gran pudicizia (così Iacopo Nardi, 1584), moglie di Leonardo Minori, l’amico di Michelangelo e Cellini.
In seconde nozze Margherita d'Austria sposa Ottavio Farnese, il cui padre Pier Luigi, figlio di papa Paolo III, muore ucciso da una congiura nobiliare nel 1547.
La doppia incoronazione di Carlo V a Bologna (22 e 24 febbraio 1530) si colloca quindi fra trattato di Barcellona e pace di Cambrai (1529) da un canto, e restaurazione medicea a Firenze dell'agosto 1530 dall'altro. L'evento di Bologna sancisce il predominio spagnolo in Italia, confermato nel 1559 dalla pace di Cateau-Cambrésis.

Quel papa che transita a Rimini andando a e tornando da Bologna, conosceva la storia illustre dei Malatesti e dei loro rapporti con Firenze. Il silenzio sul suo passaggio è eloquente. La politica del "particulare" dimentica ogni dimensione storica e culturale. Ognuno pensa per sé. Soltanto letterati e poeti immaginavano grandi progetti di armonia universale tra gli Stati. Tutto il resto era, e sarebbe stato, guerra e dolore.

Antonio Montanari

Il testo prosegue qui con due schede sulla storia dei Medici, e dell'Italia e dell'Europa 1492-1559.



Data ultimo aggiornamento: 05/02/2013

Creare un sito gratuito con emioweb.it - Segnalare un contenuto inappropriato sul sito - Signaler un contenu illicite sur ce site